A.I.D.O. Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule - (onlus)

Gruppo di Cologno Monzese - Sezione Carmelo Licciardi

Via F. Turati,1 20093 Cologno Monzese Tel. 022542514

 

PARTECIPANTI AL CONSIGLIO AIDO COLOGNO DEL 23/11/2006

PUNTO D'INCONTRO AIDO DURANTE LA FESTA DEL VOLONTARIO AVIS 2006 DIRETTIVO AIDO COLOGNO MONZESE

Il successo dei trapianti legato alla possibilità di "salvare la vita" di persone affette da particolari malattie, ha aumentato le aspettative sia da parte dei malati che dei medici interessati ad offrire la cura più adeguata. E' questo il motivo per cui vi è una costante crescita di richiesta di trapianti.

E’ ovvio che le varie organizzazioni bioetiche che sono deputate a pronunciarsi su questi temi abbiano espresso pareri chiari ed insindacabili.

Onde evitare le ambiguità riportiamo (anche integralmente) i vari pronunciamenti del Comitato Nazionale per la Bioetica e della Pontificia Accademia delle Scienze.

 

DICHIARAZIONE SUI CRITERI OGGETTIVI DELLA MORTE

DEFINIZIONE E ACCERTAMENTO DELLA MORTE NELL'UOMO

DONAZIONE D'ORGANO A FINI DI TRAPIANTO

IL NEONATO ANENCEFALICO E LA DONAZIONE DI ORGANI

 

Pontificia Accademia delle Scienze
DICHIARAZIONE SUI CRITERI OGGETTIVI DELLA MORTE (21 Ottobre 1985)


D e f i n i z i o n e   d e l l a   m o r t e


Una persona è morta quando ha subito una perdita irreversibile di ogni capacità di integrare e di coordinare le funzioni fisiche e mentali del corpo.

La morte sopravviene quando:

a) le funzioni spontanee del cuore e della respirazione sono definitivamente cessate, oppure
b) si è accertata la cessazione irreversibile di ogni funzione cerebrale.

Dal dibattito è risultato che la morte cerebrale è il vero criterio della morte poiché l'arresto definitivo delle funzioni cardio-respiratorie conduce molto rapidamente alla morte cerebrale.
Il gruppo ha dunque analizzato i diversi metodi clinici e strumentali che permettono di constatare questo arresto irreversibile delle funzioni cerebrali. Per essere certi, mediante un elettroencefalogramma, che il cervello è diventato piatto, ossia che non presenta più attività elettrica, è necessario che l'esame venga effettuato almeno due volte a distanza di sei ore.


P r o l u n g a m e n t o   a r t i f i c i a l e   d e l l e   f u n z i o n i   v e g e t a t i v e


In caso di morte cerebrale, la respirazione artificiale può prolungare la funzione cardiaca per un tempo limitato.
Questa sopravvivenza indotta degli organi è indicata quando si prevede un prelievo in vista di un trapianto.
Questa eventualità è possibile solo in caso di lesione cerebrale totale e irreversibile sopraggiunta a un soggetto giovane, generalmente dopo un trauma violento.
Prendendo in considerazione gli importanti progressi delle tecniche chirurgiche e dei mezzi per aumentare la tolleranza agli innesti, il gruppo ritiene che i trapianti di organi meritano il sostegno dello professione medica, della legislazione e della popolazione in generale.
La donazione di organi, deve, in ogni circostanza, rispettare le ultime volontà del donatore o il consenso della famiglia nel caso in cui questa sia presente. 

Comitato Nazionale per la bioetica
DEFINIZIONE E ACCERTAMENTO DELLA MORTE NELL'UOMO (15 Febbraio 1991)


Il concetto di morte è definito dalla perdita totale e irreversibile della capacità dell’organismo di mantenere autonomamente la propria unità funzionale. 
La morte può essere accertata attraverso criteri anatomici, clinici, biologici, cardiaci e neurologici. Per quanto riguarda i criteri anatomici, clinici, biologici e cardiaci il comitato rinvia ai criteri comunemente accettati o codificati e ritiene valido quanto è contenuto nel Regolamento di Polizia Mortuaria di recente modificato (D.M. in data I 0 settembre 1990). 

Per quanto riguarda i criteri neurologici il Comitato ritiene accettabile solo quello che fa riferimento alla cosiddetta "morte cerebrale", intesa come danno cerebrale organico irreparabile, sviluppatosi acutamente, che ha provocato uno stato di coma irreversibile, dove il supporto artificiale è avvenuto in tempo a prevenire o trattare l'arresto cardiaco anossico.

Non può essere accettato il criterio che fa riferimento alla "morte corticale", nel verificarsi della quale rimangono integri i centri del paleoencefalo e permane attiva la capacità di regolazione centrale delle funzioni omeostatiche o vegetative compresa la respirazione autonoma. 
Non può altresì essere accettato il criterio che fa riferimento alla morte del troncoencefalo perché essa non indica di per sé che le strutture al di sopra del tronco abbiano perso lo possibilità di funzionare se stimolate in altro modo. 

Alla attenta applicazione dei criteri clinici che, in presenza di una lesione cerebrale organica dimostrata con i mezzi della Diagnostica strumentale, inducono il sospetto di morte cerebrale, deve accompagnarsi la ricerca, da parte del rianimatore, di tutti i fattori che possono fornire la certezza dell’avvenuta morte cerebrale. 
L'accertamento della morte in età pediatrica presenta problemi particolari per superare i quali si ritengono accettabili i criteri compilati dalla "Task force for the determination of Brain death in children", che prevedono un periodo di osservazione più lungo. 

L’accertamento della morte del neonato a termine comporta l’applicazione congiunta di tutti i criteri indicati dalla Task Force; per il neonato pretermine, specie di età gestazionale inferiore alle 32 settimane, oltre ai criteri indicati dalla Task Force, debbono raccomandarsi un tempo di osservazione sufficientemente lungo e la più ampia prudenza nella valutazione dei parametri strumentali attualmente disponibili. 

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Comitato Nazionale per la bioetica
DONAZIONE D'ORGANO A FINI DI TRAPIANTO (7 ottobre 1991)


I l   C o m i t a t o :


Ritiene che si debba perseguire un'etica che consideri doverosa la donazione post-mortem e ne favorisca la diffusione; 
ritiene che per facilitare il raggiungimento dell’obbiettivo di un trapianto/donazione, sia consigliabile la transizione verso un regime giuridico del consenso ai prelievi di organo da cadavere, nel quale possano trovare riconoscimento più equilibrato le istanze della scelta personale di donare i propri organi - per una fase appropriato di età - e la presunzione qualificata della prestazione del consenso nei confronti di chi abbia taciuto, pur in presenza dì una norma che prescriva di esplicitare la propria volontà relativamente all’accettazione del prelievo; 

i n   o g n i   c a s o ,   i l   C o m  i t a t o   r i t i e n e   n e c e s s a r i o :  


Che venga accresciuta la sensibilità nei riguardi della cultura dei trapianti, nell’ambito dei principi generali di solidarietà umana, attraverso adeguate iniziative socio-sanitarie con esplicito impegno da parte dello Stato di assumersi l'onere della loro realizzazione; 
che siano rimosse tutte le numerose difficoltà a livello organizzativo che costituiscono ancora causa manifesta di mancato utilizzo di organi potenzialmente disponibili per la salvezza di una vita umana; 
che venga bandita ogni ipotesi di commercializzazione nella trapiantologia umana anche attraverso una più attenta sorveglianza e la creazione di idonei strumenti legislativi penalistici.

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Comitato Nazionale per la bioetica
IL NEONATO ANENCEFALICO E LA DONAZIONE DI ORGANI (21 Giugno 1996)


N e o n a t o   a n e n c e f a l i c o 


Il documento affronta il problema dei neonati nei quali si manifestano forme di anencefalia: una patologia di cui generalmente si ha cognizione solo all’interno di un ristretto numero di persone, per lo più specialisti. 
Eppure, quello dei bambini anencefalici è un problema bioetico di grande rilievo e sotto diversi profili: oltre ad attivare una seria riflessione sulla dignità della persona che comunque a tali bambini va riconosciuta, esso mette in questione tematiche relative alla opportunità della loro rianimazione, alla determinazione del momento della loro morte, e soprattutto, alla liceità di far uso del loro corpo come fonte per organi da trapiantare.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto per il Comitato Nazionale di Bioetica rendere disponibili gli organi per un trapianto rappresenta un grande sbocco umanitario all’impegno ed alle sofferenze dei familiari.

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